Recensione
Goodbye, Lara
10.0/10
E' una bella reinterpretazione della sirenetta. Originale, con la trasposizione nel mondo odierno, nella realtà di oggi, che di certo avrebbe spaventato chiunque avesse vissuto due o tre secoli fa.
Per fortuna non ha nulla dell'infantilismo dell'animazione Disney, coi soliti colori con cui la casa statunitense dipinge le sue opere: il nero e il bianco (a eccezione delle Follie dell'Imperatore).
La storia della sirenetta Lara rientra a pieno nel canone del realismo fantastico del dramma di scuola giapponese, con le sue immancabili venature tragiche, che nessuno al di fuori dell'animazione nipponica sa riprodurre, e che danno sempre quello spessore e vita propria che distinguono sempre le reinterpetazioni giapponesi di opere apparentemente frustre, e anche sfruttate a fondo dalla macchina hollywoodiana, di cui Disney fa parte.
Un finale degno di un film d'essai di Truffaut. Bello.
Per fortuna non ha nulla dell'infantilismo dell'animazione Disney, coi soliti colori con cui la casa statunitense dipinge le sue opere: il nero e il bianco (a eccezione delle Follie dell'Imperatore).
La storia della sirenetta Lara rientra a pieno nel canone del realismo fantastico del dramma di scuola giapponese, con le sue immancabili venature tragiche, che nessuno al di fuori dell'animazione nipponica sa riprodurre, e che danno sempre quello spessore e vita propria che distinguono sempre le reinterpetazioni giapponesi di opere apparentemente frustre, e anche sfruttate a fondo dalla macchina hollywoodiana, di cui Disney fa parte.
Un finale degno di un film d'essai di Truffaut. Bello.