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MERCOLEDÌ 30 SETTEMBRE 2026

Recensione


10.0/10
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Grazie alla proposta di Coconino Press (nella collana Doku), che si affianca ai recuperi di Einaudi e Minimum Fax, il lettore italiano ha l'opportunità di immergersi in Blue Sky, un'opera cruciale che può rappresentare una summa narrativa ed esistenziale di Murasaki Yamada. Situata cronologicamente dopo Tenui Bagliori e Amore di Seconda Mano, questa storia racchiude e fonde in sé le due anime fondamentali di questa mangaka del josei d'autore degli anni '80 e '90.

Blue Sky agisce come un punto d'incontro formale e tematico tra due dei lavori più celebri della mangaka:

- Sul piano della struttura: l'opera riprende la scansione episodica a quadri (24 capitoli) di Tenui Bagliori (Talk to My Back), ma vi applica la maggiore distensione e organicità narrativa di Amore di Seconda Mano (Second-Hand Love). I "bagliori" impressionistici del passato diventano così tessere di un mosaico narrativo più coeso e tradizionalmente inteso.
- Sul piano del personaggio: la protagonista incarna una perfetta sintesi tra la madre provata di Tenui Bagliori e la donna autonoma di Amore di Seconda Mano. È un'unica figura tridimensionale, complessa e sfaccettata, che gestisce in autonomia un locale impegnativo e vive una relazione affrancata dai vincoli del matrimonio tradizionale e del focolare domestico.

Il dissidio interiore della protagonista tra indipendenza e bisogno di protezione

La grandezza di Murasaki Yamada risiede nell'onestà psicologica con cui ritrae le contraddizioni della condizione femminile di una certa epoca. La protagonista di Blue Sky non è un'eroina monocroma, ma una donna reale che vive in un costante e delicato bilanciamento fra tre aspetti:

- La spinta "rivoluzionaria": è una donna divorziata, lavoratrice, che rifiuta il ruolo stereotipato di "angelo del focolare" e si lega a un uomo più giovane di lei senza formalizzazioni burocratiche;
- Il richiamo e il desiderio della protezione "maritale": allo stesso tempo, con lo scorrere della narrazione, la protagonista rivela fragilità ed esigenze tradizionali. Desidera che il compagno assuma il ruolo di "capofamiglia", che dimostri responsabilità e sappia offrire una solida protezione, rivelando quanto sia complesso sradicare del tutto i modelli culturali ricevuti.
- Il cordone ombelicale e il senso di colpa: nel rapporto con i figli avuti dal primo matrimonio emerge un strato profondo di auto-colpevolizzazione. La protagonista avverte il "peccato originale" di averli privati del padre biologico, costringendoli a rapportarsi a una figura, per così dire, surrogata. Proprio come accadeva in Tenui Bagliori, vi sono momenti emblematici in cui la donna — trascorrendo del tempo sola con il compagno — percepisce una liberazione anche corporea nel recidere temporaneamente quel legame viscerale e a volte soffocante con la prole.

La protagonista di Blue Sky riflette più o meno indirettamente il percorso biografico dell'autrice e offre uno spaccato sociologico di straordinario valore. Se oggi la conciliazione tra indipendenza individuale e vita familiare appare un obiettivo ampiamente riconosciuto, collocare questa parabola nel Giappone dell'epoca ne evidenzia la carica pionieristica e il coraggio.
Come per la sposa di Tenui Bagliori, che dopo aver sofferto le mura domestiche vi faceva ritorno su basi più eque e consapevoli, anche la protagonista di Blue Sky attraversa il dissidio tra l'essere una figura "atipica" per la società del tempo e la ricerca di un rifugio sicuro negli affetti familiari.

Se anche Blue Sky dovesse rimanere l'ultima opera edita in Italia di Murasaki Yamada, il suo recupero lascia un senso di profonda gratitudine. Ha consentito di scoprire una delle pagine più vive e necessarie di una storia "alternativa" del fumetto giapponese: un racconto fatto di tratto essenziale, vuoti e bianchi espressivi, immensa delicatezza e spietata lucidità interiore.