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GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2026

Recensione


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Eccoci al controverso Bridon Arc, una parentesi in cui i toni della serie cambiano parecchio e l'intreccio temporale, tra paradosso del nonno, effetto farfalla e principio di causa-effetto, si fa davvero complesso. Proprio come nella seconda stagione, l'influenza giapponese si fa sentire con forza: la narrazione prosegue dritta su questa strada, approfondendo la psicologia dei personaggi e destabilizzando lo spettatore non solo con un susseguirsi di eventi frenetici, ma anche con un abile gioco sulle dinamiche emotive di tutti i soggetti coinvolti.

A livello di storia assistiamo prima di tutto a un momento chiarificatore sul trio composto da Lu Guang, Cheng Xiaoshi e Qiao Ling. Ci viene finalmente mostrato come siano arrivati a essere così affiatati e come si sia formato il legame con Lu Guang, un rapporto che scopriamo essere di fatto "falsato" da eventi che si ripetono e si modificano lentamente nel tempo (quelle famose variazioni minime che, se accumulate in una linea temporale, possono generare un cambiamento enorme).

Seguiamo poi Lu e Cheng nel loro viaggio in Inghilterra, intrapreso all'insaputa di Qiao Ling. La pista parte da una fotografia del padre di Xiaoshi e li porta alla caccia di una scuola di lingue a Londra, disperatamente a caccia di un qualsiasi indizio. Il soggiorno in UK amplia notevolmente il cast di personaggi dotati di poteri e fa finalmente luce sulla complicatissima situazione dei genitori di Xiaoshi, iniziando al contempo a fornire indizi più precisi sul vero mastermind che muove i fili di tutta la baracca. Anche se non ci chiarifica davvero tutto il suo piano, come sempre fa l'eminenza grigia.

Ho apprezzato tantissimo lo scavo interiore di alcuni protagonisti, in primis Lu Guang. Anche le nuove introduzioni, come Vein, Liu Xiao e Xia Fei, funzionano alla grande, e il bizzarro legame che quest'ultimo stabilisce con i due ragazzi è davvero piacevole da seguire. C'è una solida analisi psicologica unita a un ottimo lavoro di strategia dietro le quinte, dove ogni decisione porta con sé conseguenze dal peso mostruoso. La gestione delle linee temporali ora è molto più lampante: non si tratta più solo di un divieto formale tra le tre regole dei ragazzi, ma vediamo toccare con mano la reale portata del problema, tra eventi che si ripetono e poteri che si intrecciano.

Sul piano grafico ci attestiamo sugli ottimi livelli della seconda stagione, se non persino superiori per cura dei dettagli. Il comparto sonoro fa un ulteriore salto di qualità e regala una colonna sonora ancora più azzeccata, con un'opening a mio parere strepitosa.

Partiti da quel 6,5 della prima stagione, con questi sei episodi il voto sale a un meritato 7,5. Ora che il quadro è chiaro, la serie dimostra finalmente di saper gestire il mistero che ha abbozzato incespicando nella stagione uno, speriamo non deludano nella stagione 3.