La regista, Co-fondatrice della Alunite Inc. (che potete trovare qui su Instagram) ha diretto 7 episodi di Pokemon Orizzonti, e ha supervisionato alcune animazioni dell'episodio 10 di Jaadugar, ma anche ha anche diretto l'episodio 15 de I monologo della Speziale; è stata inoltre regista dell'episodio 10 di Yurei Deco, l'anime original di Science SARU.
Ricordiamo che Misu Yamaneko sarà presente alla Milan Games Week & Cartoomics dal 27 al 29 novembre a Rho Fiere.
Pertanto abbiamo voluto approfittare di questa incredibile opportunità per porle alcune domande relative alla sua professione e alla cultura che circonda l'animazione giapponese.

Innanzitutto da director "estera", come vedi il mercato dell'animazione giapponese e le cooperazioni con IP o case di produzione oltreoceano?
Riguardo il mercato penso che ci siano troppi titoli, perlopiù pochi originali e spesso presi da manga, light novel oppure opere già esistenti. Capisco che sia una scelta anche per un ritorno economico e per promuovere determinati titoli, ma lascia poco spazio alla creatività ed all’originalità. Per fortuna oggi di questi ultimi iniziano essere prodotti più spesso, anche se fanno fatica ad emergere.
Per le cooperazioni con produzioni oltreoceano, le trovo interessanti ma allo stesso tempo a volte è difficile farle funzionare come si deve. C’è tanto interesse per gli anime perché vendono, ma ancora c’è poca conoscenza su come funzionano le produzioni giapponesi.
Da director, pensi che negli ultimi anni ci sia davvero un maggiore interesse alla tua professione o spettatrici e spettatori continuano a fruire prodotti senza pensare a chi li ha confezionati?
Vedo principalmente più interesse per quanto riguarda le animazioni (dette sakuga) essendoci una forte nicchia di appassionati, ma non ce n'è altrettanto per tutte le altre persone che stanno dietro ad un anime, che sono davvero tante. Mi piacerebbe che si capisse che realizzare un anime è un lavoro di “squadra” e non esistono solo gli animatori; ad esempio molte volte i director si occupano di rimettere a posto tutto, animazioni comprese.
『天幕のジャードゥーガル』第10幕に参加させていただきました。こちらは弊社が担当した範囲です。
— Alunite, Inc. (@alunite_inc) August 29, 2026
担当アニメーター:Meiko#天幕のジャードゥーガル #Jaadugar #AWitchInMongolia pic.twitter.com/A5IH3GzbT8
Gli standard qualitativi richiesti dall'animazione giapponese oggi sono molto alti e il pubblico è sempre più esigente. Ti risulta valere per tutte le produzioni?
Per tante spesso è così e difatti molte “crollano”. Personalmente penso che la richiesta qualitativa sia troppo elevata per gli anime settimanali ed è difficile da mantenere data anche la mancanza di buoni animatori. Ormai ci vuole troppo tempo anche solo per fare 12 episodi. Capisco aumentare la qualità, ma non lo trovo sostenibile. Vero è che le paghe sono leggermente aumentate, ma se aumenta anche la quantità di dettagli negli anime, il nuovo salario non è più sufficiente per il lavoro richiesto. Personalmente apprezzo anime più semplici con meno dettagli e meno frame. Avere tanti frame non vuol dire per forza avere una bella animazione: la limited animation dovrebbe essere il cuore dell'animazione giapponese.
━━━━━━━━━━━
— DIGIMON BEATBREAK(デジモンビートブレイク) (@digimon_tv) February 15, 2026
📌STAFF
━━━━━━━━━━━
TVアニメ『DIGIMON BEATBREAK』
第19話「闇オークション」
脚本/赤星政尚
絵コンテ/貝澤幸男、ましろ
演出/ましろ
総作画監督/諸葛子敬
作画監督/西村あずさ、宇代祐規、市川吉幸、大竹 守
、近藤瑠衣、浅沼昭弘、有我洋美… pic.twitter.com/H3paffehhP
Come si riflette sulla produzione del cartone e sullo staff il parere espresso dal pubblico online? Un tempo sappiamo che non se ne curavano molto, ma è ancora così?
In realtà anche adesso non vale molto il parere del pubblico. Alla fine lo studio di produzione non trae guadagno dal cartone perché è già “finanziato”. Penso che lo staff sia comunque molto felice se il proprio lavoro viene apprezzato, a me personalmente fa piacere.
Da spettatrice di anime, come sceglie cosa guardare?
Ultimamente guardo veramente pochi anime. Lavorandoci divento pignola su ogni cosa che mi passa davanti; poi però mi ricordo che comunque ci sono persone dietro che si sono impegnate quindi cerco di criticare il meno possibile. So che è un lavoro duro. Personalmente scelgo gli anime in base alla trama ed al setting, cerco sempre qualcosa di diverso ed originale, qualcosa che non sia troppo banale o ripetitivo. Mi stanno piacendo molto Sayonara Lara, Jaadugar e Digimon Beatbreak. A questi due abbiamo anche lavorato con la nostra azienda Alunite,Inc.

Dall'ultima volta che abbiamo avuto modo di intervistarti pre-COVID, come è cambiato il tuo lavoro?
Innanzitutto, dagli anime sono passata ai videogiochi, lavorando come storyboard artist e director per le cutscene. Oltre al fatto che mi sono sempre piaciuti i videogiochi, è un lavoro più stabile e meno stressante degli anime. Poi sono ritornata negli anime grazie ad una pitch originale e mi sono messa in proprio con una piccola società chiamata Alunite,Inc. Ho avuto la possibilità di fare episode director e storyboard per diverse serie negli ultimi anni. Penso di aver appreso molto e di essere migliorata con l’esperienza e lavorando al fianco di persone molto professionali. Mi sembra però di avere ancora molto da imparare.
Dato che hai lavorato sia nell'animazione che nei videogiochi dal grande seguito, quali Resident Evil 4 Remake e Bleach: Brave Souls, qual è la differenza più grande nel raccontare una storia in un anime rispetto a un videogioco, dove il giocatore può influenzare il ritmo e l'esperienza?
Sono due mondi simili ma completamente diversi. In un videogioco spesso nemmeno c’è una vera storia. Penso che il videogioco si basi molto sul gameplay e su come interagisce il giocatore, quindi spesso bisogna pensare a più variazioni nella trama e su come influiscono certe scelte. E’ difficile, ma anche molto interessante. Non è inoltre difficile trovare un mix di anime e videogiochi, in passato il gioco Grandia è stato infatti realizzato da uno staff che prevalentemente faceva anime. Insieme a Skies of Arcadia penso che Grandia sia un punto di riferimento. Il loro punto di forza è la trama, il setting ed i personaggi. Non sono forse i più originali mai scritti, ma sono iconici e piacevoli, senza contare che il world building rimanda molto agli anime in stile anni '90: ho un debole per queste cose. Mi piace molto il mix tra serietà e scene comiche, sono storie bilanciate molto bene. Ultimamente penso che questo mix manchi in molte opere.

Qual è il dettaglio che i giocatori notano meno, ma che per un animatore o storyboard artist fa davvero la differenza in un videogioco?
Per me che mi occupo di regia, principalmente sono le inquadrature delle cutscene. Capisco che spesso ci siano limiti di budget, ma anche con un pochi soldi si può giocare con le inquadrature e rendere le scene più interessanti. Le mie cutscene preferite sono quelle di Final Fantasy IX e Chrono Cross, penso che tutti dovrebbero prenderle come esempio quando studiano come si fa questo lavoro.
Sarai a Milano come ospite: è la prima volta che vieni invitata in Italia per il tuo lavoro? Cosa si prova?
Sono contenta e grata di aver avuto questa opportunità. Spero di dare un punto di vista diverso per far capire come uno straniero può lavorare nell'animazione in Giappone, ma quello che mi preme di più è sfatare miti e dicerie, fare vera informazione su come funziona la produzione di un anime. Non solo penso che possa interessare gli appassionati, ma penso sia anche essenziale per far conoscere e comprendere come questo sia un vero e proprio lavoro. All’ evento sarò presente insieme al director Daiki Tomiyasu, oltre ad essere un mio collega e superiore, è un vero professionista che può dare una visione unica e realistica di come esattamente funzioni il mondo dell’animazione giapponese.
In bocca al lupo a lei per il proseguimento della carriera.
Risposta da incorniciare. Personalmente mi sono anche un po' stancato della "pesantezza visiva" di opere come Jujutsu Kaisen o Sentenced to Be a Hero. Apprezzo maggiormente serie più semplici ma consapevoli, come Vigilantes o Yomi no Tsugai. Qui è anche questione di compositing, ma il concetto direi che è quello.
Meno fluidità, meno dettaglio, meno pretenziosità. E più solidità, più layout, più efficienza.
Poi se sei la serie KyoAni, o Mob Psycho con un cour ogni 3 anni, allora ben venga. Ma devono esserci le condizioni per farlo, e nella maggior parte dei casi semplicemente non ci sono.
Sono 2 modi diversi per intendere le serie stagionali, io non ne farei una questione così tanto netta. La visione artistica sta anche nel decidere come spendere il limitato tempo messo a disposizione per fare il risultato migliore possibile secondo la visione del director di turno.
Auguro un futuro roseo per la sua carriera.
Ragazza mia, se i risultati sono quelli che abbiamo visto negli ultimi tempi è ovvio che accada. Gli ulltimi anime originals che ho visto eran tutti robaccia, perlopiù perché esaurito il canovaccio di base non si sapeva con cosa riempire lo spazio tra inizio e fine. E perché, a dispetto di quanto sbandierino il termine "originale", alla fine si riempiono tutti di stereotipi e clichés tanto quanto gli ennesimi adattamenti delle light novels.
Il fatto è che di adattamenti ce ne sono decine, quindi noi facciamo già una prima selezione e guardiamo quel 5/10% migliore e che già sappiamo che ci piacerà. Di original ce ne sono pochissimi all'anno, ed è quindi statisticamente naturale che non siano belli come quel 5% già filtrato e rifiltrato.
In realtà gli original si difendono molto bene.
Ho preso tutte le serie uscite quest'anno, esclusi corti e franchise come Precure o Digimon.
In 9 mesi ne abbiamo avute solo 5:
- SI-VIV
- Lulu&Lilly
- Il prisma dell'amore
- Goodbye, Lara
- Grow Up Show
Il prisma dell'amore e Goodbye, Lara sono apprezzatissime (molti le metterebbero tra le migliori dell'anno).
Per Lulu&Lilly e Grow Up Show vedo pareri più tiepidi, ma generalmente ok. E bisogna considerare che la prima è per bambini.
SI-VIV è forse quella meno conosciuta e apprezzata (poi magari la sua nicchia, specie in patria, ce l'avrà).
Personalmente, Lara la ritengo la migliore della stagione assieme a JAADUGAR. E di originali ne abbiamo 2 su 50+...
Considerando come sono il 90% degli adattamenti direi che gli original non sono messi così male.
E questo prendendo solo le serie, se ci spostiamo ai film va ancora più a favore degli original.
Grazie Artax per l'intervista!
Devi eseguire l'accesso per lasciare un commento.